CINQUE STELLE, L’IMPREVISTO E LA SPERANZA

CINQUE STELLE, L’IMPREVISTO E LA SPERANZA

Se qualcuno del direttorio Cinque Stelle pensava ad una bella comparsa da far recitare secondo copioni scritti all’uopo, si sbagliava. Ed è il tempo di fare ammenda, se non pubblicamente, nei fatti e nei comportamenti.

Se non fossero bastate le dimissioni a catena nella Giunta capitolina a crear problemi alla sindaca Raggi e non solo,  è arrivata la notizia delle indagini per abuso d’ufficio e violazioni ambientali da parte della procura di Roma all’assessora all’Ambiente Paola Muraro. Un’altra botta che certo non aiuta il Movimento Cinque Stelle ad accreditarsi nell’opinione pubblica come alternativa, non solo nella capitale, al “vecchio” modo di governare dei partiti tradizionali. Certo, una cosa è fare opposizione e un’altra essere  al governo. Ma per un Movimento che punta alla conquista di Palazzo Chigi, ed ha tanti consensi nell’opinione pubblica, l’equilibrio nelle posizioni che va assumendo, soprattutto quando è all’opposizione, è essenziale. In altre parole, non possono essere usati due pesi e due misure a secondo del ruolo che si ricopre.

"Roma è una grande sfida per noi - ha dichiarato Luigi Di Maio, vice presidente della Camera e membro del Diretorio M5S -  e la porteremo avanti. Non arretreremo di un centimetro. L'assessora Muraro è indagata? Non ha ancora ricevuto nessun avviso di garanzia ma il Movimento nel caso non ha mai fatto sconti a nessuno". E come potrebbe fare sconti o insabbiamenti in questo caso. Per i Pentastellati è il momento della verità sulle loro capacità di stare insieme e di fare squadra.

Non tutti i mali però vengono per nuocere. Questo terremoto nella Giunta capitolina potrebbe essere  l’inizio di una riflessione interna per ricucire le tante fratture che si registrano  tra i gruppi dirigenti e, in particolare,  per dare il ruolo che le compete a Virginia Raggi, ma in generale a tutti i sindaci conquistati dal Movimento Cinque Stelle. Se Raggi è stata scelta per ricoprire la carica di sindaco dell’Urbe, ed è stata votata dai cittadini,  vuol dire che le qualità per guidare Roma ce le ha, o dovrebbe averle. Se qualcuno del direttorio pensava ad una bella comparsa da far recitare secondo copioni scritti all’uopo, si sbagliava. Ed è il tempo di fare ammenda, se non pubblicamente, nei fatti e nei comportamenti.

Scriveva Eugenio Montale: “Un imprevisto / è la sola speranza”. E le dimissioni a catena nella Giunta della Capitale, con tutto quello che ne consegue, “è la sola speranza” che hanno i Cinque Stelle di cambiare passo, di ripensare al loro percorso politico, di lasciar perdere le lotte interne, le polemiche su fatti marginali, le critiche ad oltranza agli avversari e le difese, senza se e senza ma, agli amici.  E’ venuto il tempo della maturità politica o del declino. Non serve prendersela con i giornali e i giornalisti che “travisano i fatti” e che mettono sempre in primo piano i Pentastellati analizzando, anzi sezionando, tutti i loro comportamenti, mentre tralasciano atti e fatti, di ben diversa gravità politica, a loro avviso,  perpetrati da altri raggruppamenti politici. Che l’obiettività non è sempre una caratteristica dei giornali italiani è una verità inconfutabile. Che però i Grillini non accettano il confronto e provano a cantar sempre la solita messa, contro i giornali e i giornalisti, è una verità sacrosanta. Nei rapporti con i mass media, allora, c’è da mutare l’atteggiamento a priori sempre negativo. Non tutti i media sono partigiani di qualche schieramento, ci sono quelli che tentano di fare il loro mestiere rincorrendo le notizie per raccontarle ai propri lettori. Eppoi, le “novità”, si sa, specialmente in politica,  vanno sempre indagate.

Una raccomandazione alle opposizioni capitoline va fatta: mai esagerare nel parlare d’inefficienza, d’incapacità altrui quando si è governato per anni e “scassato” il giocattolo accumulando, ad esempio,  debiti senza fine. E’ una questione di solo buon senso.

di Elia Fiorillo

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