L’UNITA’ DELLE COOPERATIVE PER VINCERE LE SFIDE

L’UNITA’ DELLE COOPERATIVE PER VINCERE LE SFIDE

 

La voce del Vescovo di Roma ha assunto un tono grave quando ha pronunciato la frase: Contrastare le false cooperative, perché le cooperative devono promuovere l’economia dell’onestà.

Bella sorpresa quella fatta dal presidente Maurizio Gardini ai delegati e agli ospiti della trentanovesima assemblea di Confcooperative. Un videomessaggio di Papa Francesco che “detta la linea” ideale sulle tematiche della cooperazione, ma anche sul vivere civile. Per il Papa bisogna “continuare ad essere il motore che solleva la parte più debole delle nostre comunità” soprattutto per “dare lavoro”,  iniziando “dai bisogni” della gente perché “fare un’impresa partendo dalle opportunità lo sanno fare in molti”. La voce del Vescovo di Roma ha assunto un tono grave quando ha pronunciato la frase: “Contrastare le false cooperative, perché le cooperative devono promuovere l’economia dell’onestà”. Una questione molto sentita dal popolo dei cooperatori che con “mafia capitale”  - e le sue nefandezze - si sono visti ingiustamente accomunati in traffici illeciti, nello sfruttamento dei bisogni della povera gente, degli “ultimi”. Proprio l’incontrario di quello che fanno ogni santo giorno. Insomma, quella di Francesco è stata un’esortazione all’unità nella diversità dei soggetti che compongono le imprese cooperative, anche nella costruzione di una “prospettiva comune con altre associazioni”. Il Papa si riferisce alla realizzazione dell’unità tra Confcooperative, Lega delle cooperative ed Agci. Le tre organizzazioni che già da tempo hanno fondato l’Alleanza delle Cooperative e che lavorano per fondersi in una sola “centrale” della cooperazione italiana.

Con una premessa papale così impegnativa il presidente Gardini non poteva sottrarsi a esplicitare, anche nell’ottica della fusione con le altre organizzazioni della cooperazione, i  programmi operativi che vedranno lui - riconfermato nell’incarico di presidente - e la Confcooperative impegnati nei prossimi anni. Ma per comprendere il peso specifico delle imprese cooperative che operano nel nostro Paese è bene elencare qualche dato. Oltre 48 mila i nuovi posti di lavoro creati tra il 2007 e il 2015, pari a più 10,1 per cento rispetto al 2007. Nello stesso periodo in Italia il numero di occupati si è ridotto del 2,4 per cento, passando da 23.048.000 a 22.492.000. Per Maurizio Gardini le strade da percorrere per far cambiare  passo all’Italia sono diverse. Tra queste c’è il “Patto per l’occupazione” che deve mettere in modo una staffetta generazionale puntando anche su una diminuzione del costo del lavoro: “più leggero per le imprese e più soldi in tasca ai lavoratori”. Per quanto riguarda il Welfare si propone di spostare l’1 per cento dalla spesa sanitaria dei servizi ospedalieri alla rete di assistenza primaria sul territorio. Sui migranti c’è un secco no a “profugopoli” con la chiusura dei Cara, a partire da quello tristemente noto di Mineo, con la creazione “di centri di assistenza a misura di persona”. E, ancora, un piano nazionale per l’autoimprenditorialità: misure per incoraggiare la capitalizzazione e per diffondere una cultura d’impresa più evoluta.

Sulla questione della legalità e delle false cooperative il presidente di Confcooperative ricorda le 100 mila firme raccolte dall’Alleanza delle cooperative per la presentazione della proposta di legge d’iniziativa popolare “contro le false cooperative” ed il protocollo di legalità sottoscritto con il ministero dell’Interno, nonché il dialogo costante con le istituzioni e l’Anac.

Uno dei punti cardine delle proposte operative di Gardini è il processo irreversibile della costituzione della centrale unica della cooperazione italiana. “Siamo al sesto anno di vita dell’Alleanza delle Cooperative che rappresenta l’85% della cooperazione italiana per occupati e il 93% di fatturato. E’ nostra la responsabilità di assicurare anche un grande futuro al movimento cooperativo”. E’ certamente vero che un’operazione così impegnativa non si fa in un giorno, ma bisogna battere quelle resistenze - che ovviamente ci sono quando si rinnova e si mettono in discussione ruoli consolidati -  se si vuole costruire il futuro e, soprattutto, esserne protagonisti. L’allungamento dei tempi aiuta quei soggetti che parlano d’unità senza crederci, proprio perché dovrebbero misurarsi con problematiche e soggetti estranei alla loro ottica casareccia. Ma certe idee che possono essere vincenti su tutti i fronti – anche su quello della “rappresentanza” - si possono arenare proprio perché l’interesse singolo diventa l’arma disgregatrice. Ai presidenti di Confcooperative, Legaccop e Agci certo non sfugge la necessità di chiudere il processo unitario al più presto. Probabilmente c’è la necessità di misurarsi sull’individuazione di un nuovo modello organizzativo al passo con i tempi e, soprattutto, che punti al futuro. Comunque, indietro non si può tornare e nemmeno rimanere in una posizione di stallo…è l’unità l’arma vincente.
di Elia Fiorillo

 

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