MOOD INDIGO, LA FAVOLA SURREALISTA DI GONDRY

MOOD INDIGO, LA FAVOLA SURREALISTA DI GONDRY

Mood indigoMood indigo. Così si intitola il nuovo film di Michel Gondry che dal 12 settembre è nelle sale italiane. Il regista-star del video (si pensi ai video-clip di Björk, dei Massive Attack, dei Rolling Stones o dei Radiohead) e sceneggiatore da Oscar di Se mi lasci ti cancello stavolta ha deciso di cimentarsi nel racconto di una storia d’amore un po’ strampalata e surreale tratta dal romanzo La schiuma dei giorni di Boris Vian del 1947, ripubblicata di recente in Italia dalla casa editrice Marcos y Marcos. La storia d’amore, allegra e disperata allo stesso tempo, tra Chloè (Audrey Tautou) e Colin (Romain Duris) avanza a ritmo di jazz.

Infatti la colonna sonora del film è di Duke Ellington ma non si possono non riconoscere gli esperimenti musicali di Paul McCartney, un vero e proprio sogno che si avvera per il regista. Attraverso scene in bianco e in nero e a colori i due innamorati prima si incontrano e poi si scontrano insieme col dramma della morte che li costringe a separarsi.

Considerato di difficile adattamento, il romanzo di Vian, definito da Queneau «la storia d’amore più bella di tutti i tempi», aveva già conosciuto due versioni cinematografiche prima di questa del regista francese. Forse c'è un tocco di autobiografismo in questo film: la moglie del regista dieci anni fa ha dovuto lottare contro la leucemia. «É stata una sfida terribile, emotivamente impegnativa, ma alla fine lei si è salvata». Così Gondry racconta in un'intervista a La Repubblica. Ecco perché nel film si fondono e si confondono i due grandi temi: amore e morte. Il regista aveva letto il romanzo di Vian da adolescente e molti dei sentimenti che questo gli aveva suscitato sono confluiti nella pellicola. Il film è ambientato nella Parigi attuale che, però, è ricoperta di una patina antica che la immerge in una dimensione a-temporale. Nuvole di cotone, cuochi nel frigorifero: tutto è possibile nella favola di Moon Indigo. Sopraggiungono la malinconia e il bianco e nero quando Clohè si ammala e una ninfea cresce come un cancro nel suo polmone mettendone a rischio la vita.

Il mondo di Moon Indigo è surrealista sì, ma anche molto umano. Talvolta c'è bisogno di un pizzico di poesia anche nella vita quotidiana.

Chiara Selleri

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