WORKERS – PRONTI A TUTTO QUANDO IL PRECARIATO DIVENTA COMMEDIA E IL SORRISO UNA MARCIA IN PIÙ

WORKERS – PRONTI A TUTTO QUANDO IL PRECARIATO DIVENTA COMMEDIA E IL SORRISO UNA MARCIA IN PIÙ

di Giuseppina Amalia Spampanato

Semplice, carino e divertente, Workers - Pronti a tutto, in sala dall'11 maggio, per la regia di Lorenzo Vignolo, è una commedia a episodi che, senza tante pretese, cerca di raccontare col sorriso una generazione alla ricerca di un impiego, anche il più assurdo, pur di pagare l’affitto e di farcela con le proprie forze.

Protagonisti sono giovani allo sbaraglio in un labirintico mondo del lavoro, fatto di precariato, flessibilità e porte chiuse. Giovani che, però, non si scoraggiano mai, anzi, sono pronti a rimboccarsi le maniche, a mettere da parte gli anni di studi e le lauree conseguite, per accontentarsi di un lavoro qualsiasi, anche il più difficile o bizzarro che sia, vivendolo con positività, grinta e gioia di vivere. Parola chiave è sdrammatizzare il tema del precariato. Quando la quotidianità diventa insostenibile e tutti i media non fanno che ricordarci della crisi perenne che stiamo vivendo, forse non c’è miglior risposta che prendere la vita con più leggerezza e con tanta positività. Il sorriso e il buon umore possono infondere una marcia in più nell’affrontare il presente, tanto peggio di così ci toccherebbe solo una vita uggiosa e triste, allora, tanto vale caricarsi di positività e rimboccarsi le maniche vivendo al massimo le opportunità che capitano.

Il lavoro per i protagonisti di Workers-Pronti a tutto è, infatti, impegno, ma anche divertimento e avventura. È una possibilità per crescere e confrontarsi con realtà diverse e complicate. Per spirito di sopravvivenza ci si adatta a tutto, anche a costo di rinunciare, purtroppo, ai propri sogni: dal badante all'inseminatore di tori, dalle accompagnatrici al make-up artist dei morti, nessuna attività è abbastanza strana da scoraggiare giovani intraprendenti e coraggiosi, pur di arrivare alla fine del mese.

L’intera sceneggiatura ruota attorno all'agenzia interinale Workers, con sede a Torino, gestita da due uomini, Sandro e Filippo (Alessandro Bianchi e Michelangelo Pulci) alle prese ogni giorno con una variegata clientela di disoccupati in cerca di lavoro. Attraverso di loro sappiamo delle tre storie principali sviluppate nel corso del film. Nel primo episodio troviamo una coppia bizzarra, costituita da Mario (Francesco Pannofino), un paraplegico insopportabile, alcolista e cocainomane, e Giacomo (Alessandro Tiberi), un malcapitato giovane che non potendo pagare l'affitto si ritrova a fargli da badante. Una storia spinta fino al paradosso e al surreale, che sconta la pecca di essere arrivata dopo il recente successo di Quasi amici dalla trama simile.

Protagonista del secondo episodio è, invece, Italo (Dario Bandiera), che lavora in un allevamento di tori, il cui seme servirà per fecondare le mucche di mezza Italia. Di fatto Italo è un prelevatore di campioni genetici di esemplari di tori da riproduzione, un lavoro che non l’ha mai imbarazzato fino al giorno in cui, invaghitosi della commessa Tania (Daniela Virgilio), per la vergogna di confessare il suo vero lavoro, fingerà di essere un chirurgo. Nel terzo episodio, Alice (Nicole Grimaudo), una truccatrice di spettacolo che sogna Hollywood, trova lavoro solo in un'agenzia di pompe funebri: ma il destino le riserverà un lavoro ancora più strano, quando per arrotondare, accetterà l’invito di Saro, figlio di un mafioso, che, trovando una grande somiglianza tra la ragazza e la moglie defunta, le proporrà di sostituirla in una cena di famiglia.

Vignola in Workers - Pronti a tutto racconta tre storie per esorcizzare e ridere della precarietà, prendendo spunto dalla realtà e da storie verosimili, portandole in alcuni casi all’eccesso per indurre il riso. Certo, forse qualcuno si aspettava qualcosa in più, soprattutto, considerando che il nostro cinema italiano, proprio nei periodi di maggiore crisi, ha fatto tesoro delle contingenze storiche e sociali per tradurre la crisi in ricchezza e capolavori. Negli ultimi tempi il precariato giovanile è stato un tema privilegiato dalla commedia italiana, si pensi a Santa Maradona, Tutta la vita davanti, Generazione Mille Euro: segno che i giovani, nonostante le problematiche da affrontare, sono una risorsa umana piena di continue sorprese e tanta voglia di esserci ed esser vivi.

Niente bamboccioni ma giovani pronti a tutto.

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